RELAZIONE SUL VIAGGIO A CUBA DELLA DELEGAZIONE DEL CIRCOLO ITALIA-CUBA DI
SAN REMO
(SanremoCuba)
I
- In Oriente no, non si può andare, piove da molti
giorni, l’acqua ha rotto le strade… -
A casa d’Irina aspettavamo che Roberto, proprio
quel Roberto Rodríguez dell’Istituto Cubano per l’Amicizia tra i Popoli (ICAP),
ci desse il segnale di via libera per la nostra partenza alla volta della
provincia del Granma. Erano ormai giorni che la nostra delegazione aveva
portato a termine il primo dei suoi compiti: la consegna della lettera
dell’assessore alla cultura del Comune di San Remo ai responsabili dell’ufficio
di cooperazione con l’estero della “Oficina del Historiador de la ciudad de La
Habana”. Era la fase conclusiva di una lunga mediazione in cui si era impegnato
il nostro circolo per portare all’Avana la bella mostra su Italo Calvino che la
El Historiador, lo Storico in italiano, si chiama
Eusebio Leal ed io credo che non sia del tutto umano: Cuba è un’isola popolata
da santi e santeri oltre che da rivoluzionari e molte volte i soggetti sono i
medesimi. Nel caso del Dr Eusebio Leal non posso fare a meno di dichiarare la
mia stupita ammirazione per il lavoro di recupero realizzato nei quartieri
storici della città con pochissime risorse a disposizione: pensate che le opere
di restauro sono iniziate proprio negli anni
Nelle province orientali, la tempesta tropicale
Noel, imperversava ormai da 19 giorni e 19 notti consecutive. I giornali e la
televisione riportavano la stima dei danni in milioni di dollari. La parte più
colpita era proprio la provincia Granma: si erano ormai perse le semine e la
maggior parte dei raccolti erano marciti sotto l’acqua ed il fango. Río Cauto
era il municipio più colpito, ma molti danni aveva subito anche Guisa,
cittadina ricca di tradizioni storiche e gemellata con il nostro comune di
Ceriana, che era anche la meta prefissata dal nostro itinerario: a Guisa
dovevamo seguire lo svolgimento del premio letterario italo-cubano di poesia
“Le radici della Palma e dell’Ulivo – premio

Linee
strategiche
dell’Oficina
del
Historiador
II
Mattina. Squilla il telefono:
- Ho parlato con Guevara, le strade sono ora
praticabili, vi aspetta al più presto. -
Era Roberto.
Bene. Si parte. Tappa di poche ore a Santa Clara,
per visitare il Mausoleo del Che Guevara e dare un’occhiata alla città dalla
collina del Mirador, poi dritti a Bayamo. E’ un viaggio di parecchie centinaia
di chilometri: devi percorrere quasi tutta l’isola per lungo e quando arrivi
hai i piedi gonfi e mal di schiena, pur che i pullman di Viazul siano
comodissimi.
Durante il viaggio incontriamo bananeti sommersi,
strade dissestate dalle forti piogge, qualche casa distrutta dal fango, altre
con il tetto divelto.
L’economia dell’isola è danneggiata principalmente
da due cose: le tempeste ed il Bloqueo.
Per le tempeste, i cubani sono organizzati.
Uragani che a Haiti, Santo Domingo ma anche negli stessi USA, ricordando
l’uragano Katrina a Nuova Orleans, producono sequele impressionanti di vittime,
a Cuba non fanno registrare perdite di vite umane, se non in minima misura. Questa
tempesta tropicale, per esempio, ha causato la sola perdita di un temerario che
voleva guadare un fiume in piena a cavallo.
Il Bloqueo è invece la cosa più malvagia, inumana
e nello stesso tempo stupida che nei miei ormai non pochi anni ho conosciuto:
sono le sanzioni che gli Stati Uniti, in modo unilaterale, hanno imposto a Cuba
sin dall’inizio della rivoluzione.
Sono colpiti tutti gli aspetti della vita
economica e sociale perché impedisce che Cuba possa rifornirsi di prodotti
indispensabili, come medicine, macchinari sanitari, componenti informatici, e
che per molti altri prodotti debba usare triangolazioni con paesi terzi e molto
lontani, così che il costo risulta enormemente più alto di quello del normale
mercato internazionale. Questa amministrazione statunitense è arrivata a
proibire l’uso di prodotti cubani, le rimesse ai parenti in Cuba, i viaggi a
Cuba dei cittadini d’origine cubana, ha colpito con multe e sanzioni varie
compagnie commerciali, banche ed industrie anche esterne agli USA perché hanno
avuto rapporti d’affari con Cuba, ecc.
Naturalmente tutto ciò che riescono ad ottenere,
oltre alla sofferenza di un intero popolo, è che i cubani si rafforzino sempre
più nella convinzione di difendere la propria dignità ed indipendenza.
Le Nazioni Unite hanno sempre condannato questa
forma d’aggressione e di vera e propria guerra economica e commerciale, ma gli
USA non si sono mai curati di rispettare le risoluzioni che non fanno loro
comodo.
A Bayamo mia moglie Grazia ed io siamo ospiti di Yanet.
E’ una giovane donna che ha già una laurea in economia ma vuole specializzarsi
in psicologia dell’età evolutiva ed alla sera frequenta i corsi per adulti che
si svolgono nei locali di una scuola secondaria: secondo i principi
rivoluzionari è l’università che deve essere in grado di essere il più vicino
possibile agli studenti, la chiamano Università Universale.
Yanet al giorno rassetta
Yanet lava la biancheria ed il marito imbottiglia
le gassose in fabbrica: gente semplice, importante.

III
Guisa,
19 de Novembre de 2007
año
49 de la Revolución
Por
medio de la presente agradecemos el gesto de amistad y colaboración etc., etc.,
etc.
Viva
la amistad Cuba-Italia.
Carlos
Antonio Carrasco Peña
Secretario
Asamblea Municipal
Il fatto è che ci siamo chiesti: che senso ha
premiare delle poesie in mezzo al disastro? Non che la cultura sia meno
importante, ma in quel momento la priorità ci sembrava il recupero dai danni
dell’alluvione. E’ stupido distogliere delle risorse dall’opera di
ricostruzione, siano esse umane o materiali. Così abbiamo deciso di rimandare
la premiazione del concorso letterario a febbraio del 2009, nel frattempo, con
l’editore ENNEPILIBRI, prepareremo il libro, bilingue, con le opere premiate
che presenteremo nell’occasione, ed il denaro che avevamo a disposizione lo
abbiamo devoluto al municipio di Guisa come contributo per la ricostruzione, i
cubani fanno miracoli con 1.500 dollari. Naturalmente abbiamo ottenuto
l’assenso della nostra importante controparte per il premio letterario:
l’Istituto per il Patrimonio Culturale della Provincia del Granma, nella
persona del suo funzionario
Avevamo ancora un compito a Bayamo: mettere in
comunicazione l’Associazione delle Donne Cubane della provincia con
l’Associazione Educare per Amore di San Remo. I primi contatti saranno uno
scambio reciproco d’informazioni, di know how, come si dice ora nella lingua
anglosassone.
L’Associazione delle Donne Cubane ha un ruolo
importantissimo che è quello di monitoraggio sociale, d’intervento in caso di
necessità, per esempio maltrattamenti a minori o a donne o evasione dagli
obblighi scolastici o famiglie con scarse risorse, di coordinare gli aiuti in
calamità come quella appena trascorsa della tempesta tropicale. Sono loro che
coordinano i lavoratori sociali e danno loro le linee guida a cui attenersi. Si
deve a loro se in caso d’evacuazione preventiva agli uragani, nessuno resta
all’addiaccio o alla mercè degli agenti atmosferici. L’Associazione delle Donne
Cubane è un’organizzazione di massa perché comprende oltre il 70 per cento
delle donne del luogo.

Panorama
dal mirador di Guisa
IV
E giunse il momento di partire per Santiago de
Cuba.
Santiago è considerata la più peccaminosa delle
città cubane. A Santiago l’elemento etnico africano è molto presente e la sua
cultura molto importante. Probabilmente per questo fu la città d’elezione del
poeta nostro amico,
Furono gli amici artisti e scrittori santiagheri
di
La sala era piena. La mia amica Irina mi disse una
volta che i cubani hanno una strana abitudine: partecipano. Quando iniziai a
parlare di

Changó,
divinità africana identificata con Santa Barbara nella religione sincretica
cubana che prende il nome di Santeria
V
Venne anche l’ora di ripartire da Santiago. Una
tappa a Trinidad e ritorno all’Avana.
Mariuoli e malandrini esistono sotto tutte le
latitudini.
All’Avana ci aspettava ancora una missione da
compiere: eravamo invitati alla “Convocatoria del Premio Literario Italo
Calvino
Noi del circolo Italia-Cuba di San Remo abbiamo
sempre sostenuto che il nostro comune, che fu quello dove Italo, figlio del
sanremese Mario Calvino, trovò istruzione ed educazione, si arruolò nelle bande
partigiane e scrisse ed ambientò la maggior parte delle sue opere, dovrebbe partecipare
e sostenere l’organizzazione di questo importante evento culturale che non può
considerarsi solamente cubano.
Queste cose le abbiamo ribadite ancora una volta
in quel contesto, alla presenza di S.E. l’Ambasciatore della Repubblica
Italiana e molte importanti personalità della politica e della cultura,
trovando il sostegno di molti dei presenti.
Arrivò così anche il momento di ripartire ed
accomiatarci dagli amici che ci sostennero in quest’avventura cubana, Yamilet e
le sue due bambine sono sempre state nel nostro cuore: ora lo saranno ancora di
più. Grazie a Roberto, Indira, Guevara ed a tutti i compagni dell’ICAP per
l’aiuto ed il prezioso lavoro che svolgono. Grazie alle meravigliose
funzionarie dell’Oficina del Historiador: Gretel, Elvilayne e Kresla, che hanno
voluto dedicarci tanto del loro tempo. Grazie agli amici di Santiago della Casa
del Caribe e della libreria dell’Ateneo. Grazie ai molti che non ho menzionato.
Grazie anche a voi che avete avuto la pazienza di leggere queste righe.
Gio Batta
Prevosto (Titen)
